Intervista alla DS, prof.ssa Liliana Angela Savino

Intervista rilasciata dalla DS al signor Natile Luca per il "Giornale di Putignano" - Settembre 2025

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Personale scolastico

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“La scuola è nel coraggio di pensare fuori dagli schemi e non lasciare mai nessuno indietro”

 

Il coraggio di andare oltre gli schemi, di pensare fuori dall’ordinario, di dare il massimo, ogni giorno, creando ponti, cercando costantemente il dialogo, nuove strade da percorrere insieme, ragazzi, insegnanti e genitori, senza lasciare nessuno indietro. Il nuovo corso dell’istituto comprensivo De Gasperi-Stefano da Putignano si chiama Liliana Angela Savino, dal primo settembre alla guida di un istituto che conta quasi mille iscritti. Più di 40 anni di insegnamento in scuole di ogni ordine e grado (dalle elementari agli istituti superiori), una ricerca continua di metodi, idee, programmi, soluzioni per dare al “suoi” ragazzi sempre il massimo delle opportunità. Nata a Bari ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti, il Conservatorio e la Facoltà di Pedagogia, completando sempre i suoi studi con il massimo dei risultati. Prima di diventare dirigente a tempo pieno per 20 anni ha insegnato e nel contempo ha ricoperto il ruolo di assistente del preside (una volta i dirigenti si chiamavano presidi). A Putignano è sempre stata di casa, dieci anni alla Parini e poi il coro della chiesa madre di San Pietro, gli amici, i colleghi. Ha vissuto con grande intensità e trasporto la professione e l’impegno sociale e civile.

Conosco tanta parte del mondo della scuola putignanese- racconta al Giornale di Putignano – I miei dieci anni alla Parini ed i rapporti con tanti bravissimi colleghi mi hanno dato molto. Oggi arrivo in un istituto importante che ha compiuto nel campo dell’istruzione passi in avanti significativi

Qual è la sua idea di scuola?

Oltre ad essere luogo di istruzione e formazione, la scuola è un luogo di incontro, inclusione e di crescita personale. Ognuno di questi aspetti va coltivato con grande cura, senza trascurare nulla cercando costantemente il dialogo e il confronto con gli alunni e le loro famiglie. Nella mia idea di scuola noi dirigenti, gli insegnanti e il corpo non docente, ogni giorno diamo il massimo per favorire lo sviluppo di conoscenze e valori che diventeranno parte integrante del bagaglio culturale degli allievi; ma è anche un luogo in cui si vivono esperienze significative e si coltivano relazioni destinate a durare nel tempo. Credo inoltre che la scuola debba essere al passo con i tempi, lavorando sulla crescita dei ragazzi e delle ragazze anche oltre gli orari canonici, ritagliando nuovi spazi, cercando nuove occasioni. Ecco per quale ragione ad esempio in questi giorni stiamo lavorando con i professori per riempire il vuoto tra l’orario di fine lezioni, le 14 e quello di inizio delle attività pomeridiane, le 15.”

La scuola sembra a volte un passo indietro rispetto alla evoluzione dei tempi

“In un’epoca segnata da cambiamenti sociali e tecnologici, è fondamentale investire sulla formazione di studenti e docenti alla partecipazione concreta, promuovendo lo sviluppo di una comunità educante che coinvolga famiglie, istituzioni e territorio. Ci attendono sfide strutturali e occasioni di rinnovamento che dobbiamo cogliere a partire dal tempo scuola. La preparazione di base e le competenze devono essere solide e plurali e abbiamo la grande opportunità di costruirle insieme utilizzando tutti i mezzi a disposizione, attingendo alla nostra creatività e consegnando a tutti i nostri ragazzi, gli strumenti per crescere e comprendere il mondo che li circonda. Dobbiamo essere rifugio e arricchimento facendo del nostro meglio”

Nella scuola che premia le eccellenze c’è spazio per gli studenti svantaggiati, che trovano difficoltà ad inserirsi. Come si scongiura il pericolo delle diseguaglianze educative che spesso nascono sui banchi delle Primarie?

“Con il massimo sforzo da parte del corpo docente, con la strategia dell’attenzione, con la sensibilità e la dedizione che so per certo le nostre insegnanti ed i nostri insegnanti coltivano ogni giorno con una attenzione particolare per chi rischia di restare indietro. Le faccio un esempio. Ricordo di aver avuto tra le mie alunne una giovane studentessa che non aveva mai visto i trulli e a stento sapeva della esistenza di Alberobello patrimonio Unesco. La sua famiglia era vicina all’indigenza. Con il compianto professor Pezzolla, riuscimmo a realizzare una ricerca e un plastico dei trulli, dando alla nostra alunna l’opportunità di avere un primo contatto “tridimensionale”, Alla fine dell’anno riuscimmo con la dirigenza ad organizzare una gita breve ad Alberobello. Ricordo ancora l’entusiasmo di quella ragazza e di molti dei suoi compagni. Le si aprì un mondo.”

Quanto ha paura delle chat delle mamme, Per molti sono un incubo, per altri l’unico modo per seguire le attività scolastiche dei propri figli. II culmine si raggiunge tra la scuola dell’infanzia e quella primaria. Uno strumento comunicativo che rischia di sfuggire di mano

“Nessuna paura, anzi credo fermamente nella partecipazione delle famiglie e nel loro coinvolgimento. Cosi come credo al confronto aperto e sincero ma sempre nel rispetto dei ruoli. Le mamme devono capire che abbiamo uno scopo comune: dare il meglio ai loro figli. Cosi come credo nel coinvolgimento del territorio, al dialogo tra istituzioni e tra scuole. Una delle prime idee che vorrei realizzare infatti è quello delle “classi aperte” ossia progetti in comune con l’istituto Minzele-Parini mettendo insieme competenze, conoscenze, professionalità e strutture. Abbiamo una grande responsabilità, mettere nelle condizioni i nostri bambini, i nostri ragazzi di crescere nella maniera migliore, partendo dalle loro differenze. Potrebbe rivelarsi di grande utilità uno sportello psicologico che affronti i problemi dell’infanzia e della adolescenza. Ma anche un progetto di sostegno e formazione per le famiglie che apra un canale di comunicazione diretto con la scuola. Il mio invito è semplice, mettiamoci in cammino, lavoriamo insieme perché prendere parte alla vita della scuola sia per tutti uno stimolo, una sfida, un momento di arricchimento.”

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